Il super-portale di affiliazione

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Uno degli argomenti che suscita maggiore interesse tra le community di giovani utenti web e che impone quindi dettagliati approfondimenti è senza dubbio l’affiliate marketing. La sola idea di riuscire a portarsi a casa un pò di soldi inserendo un banner all’interno del proprio sito/blog stimola la curiosità di tutti noi.
Superficialmente non si associa al potenziale importo guadagnato un ammontare di ore dedicate all’attività.

E’ ben difficile infatti, ma diciamolo pure, è impossibile guadagnare con sistemi di affiliate marketing se il nostro sito è visto, quando va bene, dai nostri parenti e amici più prossimie.

Quello che dovremmo aver appreso è che il guadagno online è determinato dalla nostra visibilità online. Il nostro sito sarà tanto più redditizio quanto più sarà visitato.

Se la premessa anche per voi non fa una piega, è utile concentrarsi sulla variabile tempo: quante ore lavorate devo impiegare per far crescere, giorno dopo giorno, la visibilità del mio sito? E quanto tempo devo dedicare alle attività di affiliate marketing per riuscire a canalizzare un traffico mirato e tradurre gli utenti in clienti che generano una revenue?

Non sono molti i siti che tentano (quantomeno, visto che tentar non nuoce) di effettuare questo tipo di comparazione tra guadagno e ore spese. Uno di questi è www.guadagnarecolweb.com che al nostro ingresso ci sottopone due domande semplici semplici: quanto vogliamo guadagnare, e in quanto tempo. A seconda della nostra scelta, GuadagnareColWeb ci restituisce una lista di programmi di affiliazione abbinando ad ognuno di essi il guadagno stimato e le ore ipotetiche da impiegare.

E’ un indicatore utile, anche se all’interno, scegliendo il guadagno massimo, ho subito storto il naso vedendo comparire l’ormai famigerata Tecnica Croce. Evidentemente qualcuno è riuscito davvero a oltrepassare gli ostacoli dettati dal pregiudizio e arricchirsi grazie all’Ing. Croce. Beati loro!

Tutto questo però, ha qualcosa a che vedere con il titolo del thread?

Sì, eccoci arrivati: l’idea che vi voglio dare in pasto – già accennata in precedenza – è quella di strutturare un blog, da tenere aggiornato quotidianamente, suddiviso per settori, ognuno dei quali dedicato esclusivamente (questo passaggio è fondamentale) ad un tipo di servizio al quale possiamo affiliarci.

L’idea è scaturita visitando il portale Zanox (www.zanox.com): perchè non creare un blog dedicato a tutti i programmi di affiliazione presenti su Zanox? Se non tutti, quelli che preferiamo, o quelli per i quali intravediamo i migliori margini di guadagno. A voi la scelta!

Il vostro “super-portale di affiliazione” è portata di mouse. Basta crederci.

Grande Inganno: Quarta Puntata

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Il Grande Inganno dell’affiliate italiano è dovuto alla scarsa marginalità dei programmi di affiliazione, con cui gli affiliati non riescono a reggere il peso – cioè a fare mark-up – rispetto ai costi da sostenere per gli annunci ADwords.

Dunque il modello Adwords+Affiliation non sta in piedi in Italia per questo motivo. Non è qualcosa di voluto o programmato, è soltanto dettato dalle variabili di cui si è parlato nelle puntate precedenti.

L’ebook Grande Inganno si chiude con un’anticipazione: chi contribuirà a diffondere Grande Inganno segnalandolo riceverà in omaggio due miniguide, una delle quali contiene due regole d’oro per guadagnare nonostante il Grande Inganno in atto.

E poi, forse, vi crollerà il mondo addosso. Perchè poco prima di chiudere Grande Inganno i due autori promettono, con il loro metodo, un guadagno di 800 euro in 30 giorni.

E allora non ci siamo capiti! 😉 Il mondo dell’affiliate marketing non ha bisogno di promesse. E’ necessario fare cultura evitando di parlare di numeri ma lasciando agli utenti la prova dei fatti. Bisogna avere il coraggio di dire “non so quanto potrai guadagnare con il mio programma di affiliazione, ma so che molto dipenderà dal tuo impegno”

Se si chiude uno splendido report qual è Grande Inganno con una comunicazione commerciale relativa al proprio servizio di affiliazione (come dire gli altri sono spazzatura, noi sì che siamo bravi) non si fa cultura, si fa auto-promozione.

Mi pare che i pur bravissimi e preparati Giulio Marsala e Marco De Veglia siano caduti in un altro Grande Inganno, che sembra costringere tutti gli attori di un mercato a vendere il proprio orto denigrando quello altrui.

No, così non va bene: se l’affiliate marketing in Italia non decolla non possiamo parlare di Grande Inganno, ma di tanti Grandi Inganni.

Quelli che abbiamo sotto il naso e che non riusciamo a decifrare.

Grande Inganno: Terza Puntata

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Perché in USA sì è in Italia no? Ovvero, perché i metodi applicati negli Stati Uniti per i programmi di affiliazione funzionano e in Italia, se vengono semplicemente ricalcati, stentano a decollare o falliscono?

Le risposte sono chiare e lampanti grazie alla guida che stiamo analizzando e si possono sintetizzare in parole povere così:

–         negli Stati Uniti ci sono centinaia di buoni produttori che offrono programmi di affiliazione, e nel mucchio, per cominciare, non è difficile individuare nicchie scarsamente concorrenziali

–         gli stessi produttori che offrono affiliate program si preoccupano di spiegare nei dettagli il metodo ADwords

I dettagli di questi ingredienti li trovate su Grande Inganno. A causa alla scarsità di informazioni, sempre uguali, sempre troppo semplificate, sempre indotte a sorreggere il concetto dell’immediatezza e velocità, in Italia si è creata la situazione opposta: pochi concorrenti agguerriti, nessuno dei quali è disposto a vendere il proprio know-how.

Ciò si traduce in quello che viene definito Grande Inganno e che verrà spiegato nelle puntate successive. Ora vorrei soffermarmi sui giudizi che si possono trarre da questa situazione, partendo da un quesito.

Oggi c’è qualcuno in Italia che guadagna realmente con i programmi di affiliazione? Escludiamo Adsense, anche se il modello è simile non includiamolo in questo conteggio. Non so se Zanox e Tradedoubler in Italia stiano avendo un reale successo, soprattutto in quella fascia di piccoli operatori che non possiedono i requisiti di alta visibilità e traffico dei grandi gruppi editoriali.

Eppure qualcuno sarà riuscito a guadagnare, nonostante questa empasse così ben descritta dalla guida di Marsala e De Veglia. Quello che cercherei di capire, anche con l’aiuto dei nostri lettori, prima di proseguire nell’analisi e scoprire cosa si cela dietro al Grande Inganno, è l’ammontare derivante dall’affiliate marketing in Italia.

Alcuni dati forniti, se non sbaglio, da Nielsen, associavano all’Affiliate Marketing italiano una cifra non lontana dai 40 milioni di Euro per il 2006. Ma vorrei capire quale margine della torta è in mano ai piccoli editori, a quelli che come me e come voi gestiscono un piccolo sito/blog e sperano di incamerare qualche euro con i programmi di affiliazione, associandoli magari ad ADwords.

Volete contribuire a questa ricerca? Cercate! La Rete è una miniera di informazioni, proviamo a capire quanto vale realmente l’Affiliate Marketing in Italia, e poi ripartiamo con l’analisi dell’ebook Grande Inganno.

Grande Inganno: Seconda Puntata

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L’affiliazione è il metodo più diffuso in Italia da chi propone soluzioni per il guadagno online. Questa pervasività è dovuta, secondo lo studio di Marsala e De Veglia, a quattro fattori principali. Il più importante tra questi è, a mio modo di vedere, l’essere un business “automatico”, ovvero che promette una rendita a fronte – in teoria – di un tempo speso pari a zero.

Tutti o quasi gli affiliate program garantiscono rendite variabili (da una buona integrazione ad uno stipendio intero!) assicurando che tutto ciò che dovremo fare sarà inserire un banner all’interno del nostro sito. Pochissimi (equiparabili a zero) sprecano tempo avvisando il prossimo neo-affiliato che per trasformare il proprio sito in uno strumento di guadagno sarà fondamentale la quantità e la qualità del traffico generato.

Questo accostamento confusionario tra affiliate marketing e facilità e comodità di guadagno ha fatto perdere la bussola al settore, che adesso rischia di trasformarsi da grande inganno a grande flop, risucchiato dal buco nero venutosi a creare per superficialità e ignoranza.

Tale stato di cose ha contribuito inoltre alla diffusione di dati e numeri irreali, soprattutto nei casi di affiliazione legata ad Adwords: chi non conosce a fondo AdWords tende a fidarsi dei calcoli proposti sul primo ebook scaricato, trovandosi poi, nella quasi totalità dei casi, a spendere più di quanto riesca a guadagnare. Il caso più classico è la promessa di una % di vendita legata ad un costo per click troppo basso: viene spiegato per filo e per segno nell’ebook Grande Inganno, e ora che sono arrivato a pagina 13 sono quasi convinto di consigliarvi il download.

Un concetto fondamentale è quello relativo alla pre-targhetizzazione (che affronteremo successivamente) e al funzionamento del modello statunitense. L’argomento mi sta appassionando e ormai sento il bisogno di arrivare in fondo! Continuate a seguirci nella terza puntata!

Grande Inganno: prima puntata

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Oggi ho scaricato Grande Inganno. La guida di Giulio Marsala e Marco De Veglia che spiegano alla platea cosa c’è dietro i metodi di “arricchimento facile” pubblicizzati su Internet da un gran numero di “sciacalli in buona fede”. 28 pagine che ho deciso di leggere con attenzione e riassumere – commentandole – proprio qui su DiventareRicchi. Un know-how condiviso e – spero – apprezzato da tutte le parti in causa, per capire facendo brainstorming sul web quali siano i reali problemi dei programmi di affiliazione in Italia.

Ho deciso di dedicarmi a questa guida non per farvi un regalo di Natale, ma perchè i presupposti sono molto simili ai concetti espressi nei miei post: il guadagno facile e immediato non esiste.

Alla fine di questa analisi scopriremo se tale presupposto coincide con la tesi, se ci sono dei punti d’unione e discrepanze da chiarire, invitando se possibile gli autori della guida a dire la loro sul nostro blog. L’intento è quello di contribuire a fare cultura sul mondo del “fare soldi online”.

Nella prima parte della guida Marsala e De Veglia si occupano dei motivi che hanno portato alla realizzazione dell’ebook Grande Inganno. Tutto comincia quando loro stessi si sono resi conto che nel modello di business adottato in Italia nei programmi di affiliazione reperibili online, qualcosa stava andando drammaticamente storto. Il dubbio è sovvenuto durante la pianificazione di un programma affiliate famoso e già citato in queste pagine: www.affiliazionevincente.com .

I due autori ammettono – se interpreto bene il loro scritto – di aver preso un pò alla leggera la faccenda, pensando di riuscire a mettere in piedi il programma in due mesi e ritrovandosi dopo quasi sei mesi in piena fase di analisi e testing.

Tutto perchè si sono accorti di un’anomalia nei più comuni programmi di affiliazione italiani: il tentativo mal riuscito di fare cut&paste dei modelli statunitensi, senza tener conto del fatto che “non tutto quello che proviene dall’estero funziona in Italia”.

Tipica falla dei business nostrani, che si ripercuote anche nel mondo affiliate: semplificare copiando modelli e piani già esistenti, senza tenere in minima considerazione gli aspetti socioeconomici che contraddistingono il nostro paese. Pare infatti che, secondo gli studi dell’accoppiata Marsala De Vaglia, i creatori di ebook sui quali vengono strutturati i programmi affiliate si limitano a studiare qualche manuale “made in USA” traducendo i contenuti in italiano, senza preoccuparsi troppo di testare il reale funzionamento sul mercato.

Tutto ciò ha creato, a mio parere, un vuoto di conoscenza che ha determinato a sua volta il proliferare di due anime forzatamente complici, ma agli antipodi, nel mondo affiliate:

  • gli affiliati, spaesati e spesso ignoranti;
  • i gestori dei programmi, superficiali e in cerca di visibilità;

Nei primi non c’è stupidità, nei secondi non c’è malafede. E’ il mercato italiano, con le sue approssimiazioni e i suoi difetti congeniti, a far convivere i due mondi. Quello che cercheremo di fare è aumentare il livello di cultura (almeno di chi ci legge!) per evitare che l’affiliate marketing in Italia venga declassato e sia confuso con un qualunque metodo di spamming advertising.

La ricchezza passa da Adwords

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Sì, lo so. ADwords non è Adsense, direte voi. Adwords è il prodotto Google per la pianificazione di campagne online su Big-G. L’inserzionista paga un bid per ogni click “umano” sugli annunci che ha inserito attraverso un pannello di controllo, rispondenti a determinate parole chiave.

La quantià e la qualità di queste parole, e la concorrenza di annunci sulle stesse, sono variabili che incidono sul CPC, che può essere regolamentato dal budget impostato dall’inserzionista.

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Affiliati, affiliate, affiliatevi!

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L’affiliate marketing cuba in europa qualcosa come 800 milioni di euro.

Un quarto del mercato è in mano a TradeDoubler, il resto è nelle mani di Google più spiccioli.

Autostima.net riferisce di guadagnare 1 milione di euro e girarne 250 mila circa ai suoi affiliati. Un altro dato per capire di cosa stiamo parlando. Detto questo, diciamo che sul mercato dell’affiliate marketing si muovono tre differenti attori:

l’inserzionista, ovvero chi investe in pubblicità

l’editore, colui che concede lo spazio web

l’agenzia, che funge da concessionaria e coordina il rapporto tra spender e affiliato, determinando anche le differenti tipologie di pagamento. (more…)

La ricchezza delle Nazioni, e la nostra?

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“Il lavoro è dunque la misura reale del valore di scambio di tutte le merci.”

La ricchezza delle Nazioni è un testo che andrebbe non solo letto, ma digerito, interpretato e approfondito. Un pò come Il Capitale, è un testo che fa parecchia macroeconomia per poi scendere nel dettaglio, arrivando a sostenere ad esempio, la diversa sussistenza del lavoratore a seconda del tipo di società in cui è inserito (liberale o stazionaria).

In questo caso il masterpiece di Smith è un pretesto per chiederci quale sia per noi il reale peso della ricchezza. In passato ho parlato di unità oraria e della nostra facoltà di incrementare la nostra produttività ed efficacia/efficienza (grazie ad un nostro caro utente la differenza è stata spiegata ed è assodata). Tutti quindi si ridurrebbe alla nostra capacità di fare più cose in meno tempo, mantenendo lo stesso grado di qualità e di soddisfazione di committenti e clienti.

Ma che valore diamo alla ricchezza? Dove punteremo quando, svegliandoci una mattina, ci accorgeremo di non essere abbastanza ricchi? E dove ci si può fermare? Dov’è “Abbastanza”?

C’è chi intende abbastanza come il grado di ricchezza tale da poter permettere all’interessato di non lavorare più per tutto il resto della sua vita. E’ un punto di vista interessante ma credo, se non utopistico, altamente rischioso e sbilanciato.

La ricchezza globale infatti va prodotta, sostenuta e stimolata. Oggi assistiamo a diversi tipi di disequazioni riguardanti l’essere o non essere ricco, e coloro che accumulano ricchezza tanto da non doverne più produrre sono decisamente pessime variabili per la nostra società.

Dunque non accettiamo la tesi dell’arricchirsi per non lavorare. Continuiamo a battere la strada dell’arricchimento intelligente, ovvero destinato a coordinarsi con i tempi e modi del nostro vivere.

Sta a noi sapere diventare ricchi, senza attendere l’eredità o il colpo di fortuna al gratta e vinci.

La nostra ricchezza, una piccola quota della ricchezza delle Nazioni, va costruita giorno per giorno, secondo una funzione graduale, con eventuali “picchi” che non altro che il risultato della nostra produttività.

Quanto guadagnerebbe Babbo Natale?

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Lavora solo una notte e fa il giro del mondo.

E’ nel settore delle spedizioni e non ha dipendenti.

Gestisce un enorme magazzino di merci varie, in primo luogo giocattoli per bambini.

Vola.

Vive (forse) in Lapponia e non ha spese di amministrazione. (more…)

Migliaia di $/mese con Adsense, intervista all’uomo ITALIANO che ha avuto successo con google.

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Chi è Robin Good?

Robin Good è un ragazzo di 49 anni che ha scelto di trovare un percorso personale per fare ciò che gli piace nella vita e per sostenersi senza sottomettersi al tran tran “9/17 ” dei lavori nelle grandi aziende. E’ una persona che si è dedicata a studiare le nuove tecnologie e la comunicazione nei vari aspetti, interessata a scoprire come queste tecnologie possano essere utilizzate per comunicare in maniera più efficace e per dare più potere ai piccoli, agli individui, soprattutto perché è grazie a loro che possiamo ottenere il massimo cambiamento. Quindi dare la forza ai piccoli per poter cambiare anche le cose grandi.

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