Felicità fa rima con Ricchezza?
Tema dibattuto, causa di litigi filosofici, morali, sociali. Chi obietta che è ben difficile pensare ad un ricco infelice, chi risponde che è proprio la ricchezza a determinare l’infelicità delle persone. Forse questi ultimi cercano di convincersi di un tale assunto per non sovraccaricarsi di illusioni. Meglio non pensare a come sarebbe la nostra vita se avessimo un milione di euro in più.
Per chi vuole diventare ricco, il problema non si pone: chi aspira a guadagnare parecchio deve considerarsi già felice e vivere la possibilità di fare soldi letteralmente per quello che è: un arricchimento!
C’è chi investe in appartamenti, chi vola nei paradisi della ricchezza mollando in un istante la vita precedente, chi si costruisce un impero partendo da una pensata buttata lì quasi per caso. Tutte queste persone covano gioia e felicità senza bisogno di soldi: la conquista arriva dopo, in virtù di uno stato d’animo sereno e conscio delle difficoltà.
Diventare ricchi è un mestiere, e come ogni mestiere deve piacere, deve stimolare, deve apparire come una montagna da scalare col sorriso sulle labbra. Prendendo a prestito alcune immagini e sensazioni del film in locandina, vorremmo poter dire che la felicità non dipende dalla ricchezza: come il protagonista del film, viaggeremo a lungo nello sconforto, ritrovandoci magari a dormire in un bagno pubblico, ma non perderemo mai la convinzione di potercela fare. Ecco in cosa consiste la Felicità: è questa convinzione, questo potere di saper sconfiggere le amarezze, di qualunque entità siano. Ed ecco perché possiamo dire per diventare ricchi fuori, è necessario essere ricchi dentro.
Non ce ne vogliano i ricchi a cui la fortuna è caduta in testa: non hanno nulla da insegnarci.

