E’ quello che vi immaginate, ma solo in seconda battuta: per fattore C intendiamo la Compravendita immobiliare. Tra coloro che negli ultimi tempi si sono arricchiti non mancano gli agenti e i clienti finali che, grazie ad oculate operazione di compravendita, sono riusciti a portarsi a casa delle vere fortune, ovviamente in proporzione al capitale investito.

Vorrei raccontarvi il caso di Anna – un nome fittizio naturalmente, che nel 2003, poche settimane prima di Natale, acquistò un bilocale mai abitato per una cifra che già allora era consistente: si tratta, togli gli spiccioli, di 100 mila euro con parcheggio privato.

Le contingenze di mercato e l’intuizione dell’acquirente – che aveva preferito, nonostante la giovane età – un mutuo ad un affitto – hanno portato la valutazione dell’immobile ad una quota superiore ai 160 mila euro. Ovviamente troppi per una vendita, che si invece attestata sui 145 mila, con un guadagno netto di 45 mila euro.

Tutto ciò è accaduto in poco più di 3 anni durante i quali Anna ha messo da parte, senza far nulla, quasi 15 mila euro annui. In pratica un altro stipendio, che ora la ragazza potrà reinvestire per l’acquisto di un immobile più grande.

Questa case history di ricchezza quotidiana, pur non avendo stretti legami con il mondo web, ci insegna che in ogni nostro progetto, in ogni nostra iniziativa, in ogni situazione, dobbiamo sempre tenere d’occhio il mercato, l’andamento dei prezzi, il valore globale del settore di riferimento.

Anna è stata fortunata, perchè non essendo un’esperta ha comprato sotto l’impulso di un’esigenza. Noi, inseguendo un’ambizione, non possiamo limitarci a farci pressare dalle nostre esigenze, anche quando il piano esecutivo che abbiamo messo in piedi sembra non avere punti deboli.

Quello che può fregarci è il mercato. Ricchezza e povertà fanno rima con economia: mai sottovalutare, quindi, l’aspetto puramente economico di ogni contesto. Contrariamente, si rischia, come si è soliti dire, di andare a vendere del ghiaccio agli eschimesi, ovvero, banalizzando, di occupare mercati saturi che non hanno alcun bisogno di un nuovo attore. Si pensi al settore del web development: oggi aprire una web agency legata esclusivamente alla realizzazione di siti web non ha alcun senso. Sette anni fa avreste fatto dei gran soldi, oggi vi limitereste – forse – a sopravvivere.