Storie di successi

Grande Inganno: Seconda Puntata

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L’affiliazione è il metodo più diffuso in Italia da chi propone soluzioni per il guadagno online. Questa pervasività è dovuta, secondo lo studio di Marsala e De Veglia, a quattro fattori principali. Il più importante tra questi è, a mio modo di vedere, l’essere un business “automatico”, ovvero che promette una rendita a fronte – in teoria – di un tempo speso pari a zero.

Tutti o quasi gli affiliate program garantiscono rendite variabili (da una buona integrazione ad uno stipendio intero!) assicurando che tutto ciò che dovremo fare sarà inserire un banner all’interno del nostro sito. Pochissimi (equiparabili a zero) sprecano tempo avvisando il prossimo neo-affiliato che per trasformare il proprio sito in uno strumento di guadagno sarà fondamentale la quantità e la qualità del traffico generato.

Questo accostamento confusionario tra affiliate marketing e facilità e comodità di guadagno ha fatto perdere la bussola al settore, che adesso rischia di trasformarsi da grande inganno a grande flop, risucchiato dal buco nero venutosi a creare per superficialità e ignoranza.

Tale stato di cose ha contribuito inoltre alla diffusione di dati e numeri irreali, soprattutto nei casi di affiliazione legata ad Adwords: chi non conosce a fondo AdWords tende a fidarsi dei calcoli proposti sul primo ebook scaricato, trovandosi poi, nella quasi totalità dei casi, a spendere più di quanto riesca a guadagnare. Il caso più classico è la promessa di una % di vendita legata ad un costo per click troppo basso: viene spiegato per filo e per segno nell’ebook Grande Inganno, e ora che sono arrivato a pagina 13 sono quasi convinto di consigliarvi il download.

Un concetto fondamentale è quello relativo alla pre-targhetizzazione (che affronteremo successivamente) e al funzionamento del modello statunitense. L’argomento mi sta appassionando e ormai sento il bisogno di arrivare in fondo! Continuate a seguirci nella terza puntata!

Migliaia di $/mese con Adsense, intervista all’uomo ITALIANO che ha avuto successo con google.

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Chi è Robin Good?

Robin Good è un ragazzo di 49 anni che ha scelto di trovare un percorso personale per fare ciò che gli piace nella vita e per sostenersi senza sottomettersi al tran tran “9/17 ” dei lavori nelle grandi aziende. E’ una persona che si è dedicata a studiare le nuove tecnologie e la comunicazione nei vari aspetti, interessata a scoprire come queste tecnologie possano essere utilizzate per comunicare in maniera più efficace e per dare più potere ai piccoli, agli individui, soprattutto perché è grazie a loro che possiamo ottenere il massimo cambiamento. Quindi dare la forza ai piccoli per poter cambiare anche le cose grandi.

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I ricchi dello sport, un esempio da imitare

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Tiger Woods, che in italiano suona come Tigre degli Alberi, è ancora lo sportivo più pagato al mondo. Il suo compito è infilare una palla in una buca. Non voglio sminuirne la figura, assolutamente, anzi voglio prendere Tiger Woods come esempio per parlarvi della tenacia e della costanza.

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Casino OnLine: si può vincere?

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Su internet ci sono innumerevoli casinò online. In fondo, sono economici da sviluppare, non hanno bisogno di croupier, di sorveglianza, di sicurezza e di tutto lo sfarzo che si trova nei vari casinò. Inoltre, hanno sempre pubblico in quanto, come si sà, internet non chiude mai per ferie/chiusure notturne.
Ma non sono qui per consigliarvi di aprire un casinò online, ma per illustrarvi come qualcuno riesce a fare qualche soldo usufruendo di questi sistemi.

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Storie di Successo: non Google, ma Yahoo.

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Sarebbe troppo facile (e banale) parlare di Brin e Page. Li conoscono tutti e la loro avventura verso la ricchezza è finita in decine di tesi di marketing e comunicazione. Meno conosciuta è la storia di David Filo e Jarry Yang che nel 1994 diedero vita, inconsapevolemente, ad un Yet Another Hierarchical Officious Oracle, uno dei tanti “oracoli” che di lì a poco si sarebbe trasformato in uno dei titoli azionari più richiesti e quotati al mondo.

Yahoo! soffre oggi lo strapotere di Google, ma non è sempre stato così. (more…)

Quelli che… sono diventati Ricchi: Zio Paperone

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Comincia oggi e verrà aggiornata con frequenza settimanale una case history dedicata ai personaggi – realmente esistiti o frutto dell’immaginazione artistica – che hanno centrato l’obiettivo che tutti noi ci poniamo: diventare ricchi. Da queste storie, come vedrete, si possono trarre interessanti spunti e insegnamenti da mettere in pratica. Anche se il modello in questo caso è un papero burbero e molto, molto tirchio.

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The Million Dollar Home Page

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Ci sono vari modi per guadagnare soldi tramite un sito web, per esempio attraverso le pubblicità. Ma ci sono modi e modi per far ciò.
Uno studente americano ebbe un’idea geniale quanto strana e di enorme successo. Tutto cominciò quando lo studente ebbe bisogno di soldi per pagare la costosa retta universitaria e per non pesare più sulle spalle dei propri genitori. (more…)

Chi di contest colpisce, di contest guadagna.

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Il guadagno online esige persone: utenti che leggano, osservino, si incuriosiscano per i contenuti di un sito.

Ed i blog contest servono appunto a questo, i premi sono un ottimo metodo per attirare nuovi utenti verso le pagine dei propri siti. I doni rendono senza dubbio più gradevoli le letture! Attirano un pubblico vasto ed eterogeneo: Venghino Siore e Siori. (more…)

Trovare il Gronchi Rosa

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Per chi non lo sapesse: nell’Aprile del 1961 il presidente della Repubblica Giuseppe Gronchi fece un viaggio in Sudamerica. Per l’occasione, fu emesso un francobollo dall’allora ministero delle Poste, avente corso di validità legale dal 6 Aprile 1961 e raffigurante la cartina del mondo e in particolare lo stato del Perù.

Niente di straordinario se non fosse per la svista di tal Roberto Mura, il disegnatore, che sbagliò i confini del Perù e costrinse le Poste a ritirare il Gronchi Rosa dal commercio, arrivando a intercettare numerosi francobolli già venduti e postalizzati, stostituendoli con un’anonima versione in grigio (more…)

Seguire un Trend, ma solo quello adatto a noi

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Ripescando tra i feed di agosto ho recuperato una curiosa segnalazione di una ragazza che guadagnerebbe (condizionale d’obbligo) circa mille dollari al mese grazie al suo blog dedicato ai Neopets, animaletti virtuali molto in voga tra i suoi coetanei. Per farla breve, Chloe – questo il nome della ragazza – grazie ad alcuni strumenti di valutazione dei trend di ricerca sui motori (come Google Trends) ha intuito le potenzialità della keyword “neopets cheats”, costruendovi attorno un blog aggiornato quotidianamente.

FantaSeo? Considerato che il padre è un seo professionista, pensiamo di no. Che si tratti di una bufala o meno, poco importa. L’insegnamento che se ne trae è costruttivo: investire sulle parole chiave – e quindi sui contenuti – è senz’altro una pratica che, se supportata da una corposa strategia, può portare a raccogliere frutti inaspettati e clamorosi.

Aumento di traffico, aumento di revenue sui nostri cari gruppi di annunci (Adsense e simili), aumento di fatturato.

Queste le tappe di un percorso che possono far confluire sui nostri account una quantità di denaro sempre maggiore. Non è ancora il momento, però, di dispensare consigli. Prima di passare all’azione e aprire un blog dedicato ad una keyword di tendenza, è necessario individuare questa keyword ricca di prospettive e potenziali guadagni.

Un modo relativamente semplice per scegliere la keyword giusta è, banalmente, guardarsi intorno. Come novelli tuttologi, tenersi informati su tutti gli aspetti e settori della globalità quotidiana. Internet semplifica le cose in tal senso, ma può non bastare: un trend lo si può intuire per strada, ascoltando una conversazione; sul lavoro, parlando con un collega o con un cliente; ascoltando radio e tv.

Essere connessi con il mondo che comunica. Per non farsi scappare l’occasione non si può arrivare secondi. Chi arriva primo – come Chloe – e chi si fa conoscere per primo – come Skebby – può andare lontano grazie alla sua idea. Come arrivare primi? Annusando la quotidianità. Attivando il sesto senso, l’attenzione, per percepire al volo un possibile business.

Nel caso specifico selezionare, tra le parole più ricercate sul web, quelle inerenti ad argomenti sui quali possiamo recitare un ruolo da protagonisti, argomenti di cui parliamo con estrema facilità e che possano far parlare (e quindi cercare, e quindi visitare il nostro blog) una nicchia di utenti fedeli.

I neopets di Chloe sono sotto i nostri occhi: proviamo a tastare il polso al mercato consumer, individuando un prodotto o servizio che richiama l’attenzione di un gruppo. Creiamo un blog e arricchiamolo di novità. Facciamo conoscere il nostro blog al gruppo di interesse. Se questi due mondi – il nostro blog e il gruppo attento – trovano terreno fertile, avremo sfondato una porticina che potrà portarci alla ricchezza.

Ecco il consiglio: non pensate a settori oltremodo concorrenziali. Difficilmente si possono trovare nicchie aperte e interessate alle novità parlando, ad esempio, di calcio in Italia. L’argomento è inflazionato e il pubblico è esausto.

Trovate una nicchia in cui sistemarvi, mettetevi comodi, aprite un blog, inserite annunci sponsorizzati e cominciate a scrivere.

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