Archivio della categoria 'Telelavoro'

Trasformare una passione in guadagno

Avresti mai immaginato che una tua passione potesse diventare fonte di reddito?

No? Ora è possibile!

Io per esempio sono appassionato di informatica generale, e adoro anche la musica…pensa se avessi trovato in rete un corso per diventare un vero e proprio hacker o un altro per imparare a suonare/cantare!

Lo avrei preso al volo!

Questo è quello che puoi fare anche tu: immedesimarti in quella persona che mi vende il book, puoi sfruttare una tua passione, una tua dote, e trasmetterla ad altri interessati. Leggi l’articolo »

“IL MITO” del DHS.

Probabilmente molti di noi conosceranno il DHS club: tutti i siti di telelavoro, di annunci e anche i forum sono pieni di pubblicità dove compare spesso lo slogan “lavoro con azienda leader dal 97”.
Basta farsi un giro in rete, e l’80% delle persone al quale chiederemo informazioni sulla loro offerta lavorativa, ci proporranno il solito, classico, noioso DHS.
Insomma, è diventato un vero e proprio “mito” del web.

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Il Tempo del Guadagno

Per guadagnare bisogna avere tempo. Investire sul tempo, ritagliarsi spazi di tempo, saper gestire e ottimizzare il proprio tempo. C’è chi, per garantirsi una vita dignitosa, è costretto a svolgere un lavoro da dipendente, poi torna a casa e si ritaglia qualche mezz’ora per lavori altamente retribuiti.

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Content is the King…e una forma di guadagno!

Google vola verso i 9 miliardi di pagine indicizzate. In passato Yahoo l’aveva sparata grossa, assicurando che i suoi crawler avessero indicizzato in totale qualcosa come 19 miliardi di pagine web. Aldilà della statistica, sotto i nostri occhi e sopra le nostre tastiere il fenomeno è più che mai visibile: le pagine web pubblicate in tutto il mondo toccano ogni giorno una soglia numerica più ampia. Dai siti vetrina ai grandi portali internazionali, non c’è web page che sia priva di contenuto testuale.

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Come guadagnare rispondendo ai sondaggi di mercato

Prima di tutto, due precisazioni: trattasi di arrotondamento (si diventa ricchi con tanti arrotondamenti!) ed è reale. Il sottoscritto riceve tre volte l’anno (circa) una email per conto di una società inglese (http://www.ronin.com) che effettua ricerche di mercato. Sondaggi di durata variabile (non si oltrepassano i 30 minuti) coi quali vengono valutati diversi aspetti del nostro vivere quotidiano in relazione agli acquisti effettuati. Cosa, come, quando, dove. In cambio mi viene inviato un assegno 30 euro lordi , tolte le tasse restano tra i 20 e 25 euro. Per mezz’ora di tempo. Per entrare nel panel Ronin è necessario essere contattati (spesso per conto della società in cui lavoriamo, se siamo dipendenti).

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Franchising e telelavoro: sì o no?

Fulminato da un annuncio, no. Molto incuriosito, questo sì: sono stato catturato dalla pubblicità di Futurwebonline, catena in franchising di rivendita servizi del settore ict, telecomunicazione, energia elettrica. Con la promessa, per nulla velata, di poter svolgere l’attività da casa, dunque in telelavoro.

Non è l’unica proposta di franchising che incontra l’interesse di un lavoratore dipendente, e nemmeno l’unica offerta di telelavoro sul mercato. Questo tipo di soluzioni hanno trovato terreno fertile durante la crisi del mercato del lavoro a cavallo tra i due millenni. La contemporanea diffusione globale e capillare di Internet ha permesso ad imprese più o meno conosciute di lanciare i propri business di franchising e telelavoro, senza curarsi troppo di distinguersi dalla concorrenza. Il messaggio è sempre lo stesso: lavora e guadagna da casa in tutta libertà. Parole che alle orecchie dei cittadini 8am-6pm devono apparire dolci come il miele.

Ma come è possibile distinguere le offerte concrete – che abbiano dunque prospettive ragionevolmente sicure a lungo termine – da quelle un po’ campate in aria?

Raccogliendo impressioni e sensazioni, le variabili da considerare possono essere così schematizzate:

  • Riconoscibilità del gruppo: se Mail Boxes ETC vi propone un franchising, è un conto. Se il Poste Italiane vi invita ad aprire un KiPoint, idem. Se un tizio qualunque vi parla di guadagni milionari per un’attività di lavoro che impegna poche ore e che può essere svolta dal divano di casa, è un altro paio di maniche, come si suol dire. Il fattore notorietà gioca un’importanza quasi fondamentale nella scelta di un’attività in franchising (o in telelavoro) che possa permettervi di arricchirvi
  • Formazione: altro fattore chiave è la qualità della formazione e del supporto che viene promesso e fornito all’aspirante franchiser/telelavoratore. I presupposti alla partenza di un business non possono che essere tangibili, verificabili e immediati: un franchising non parte senza un’adeguata formazione, e un telelavoratore non può svolgere le sue mansioni restando completamente distaccato dal committente.
  • Finanziamenti: sono aperti finanziamenti per chi apre attività in franchising? Questa opportunità deve essere verificata prima di mettere mano al portafoglio per gli investimenti iniziali.
  • Retribuzione fissa: esistono dei margini, delle soglie dichiarate sotto le quali, in media, non si scende? Il telelavoratore sarà pagato a provvigioni o percepirà un fisso mensile? E in quali termini e a quali condizioni?

A queste variabili si aggiungono poi quelle personali, che ognuno di noi metterà sul piatto della bilancia. L’importante è essere consci che un’attività indipendente o in modalità di telelavoro non fa rima con libertà: spesso le condizioni di lavoro, gli input e la volontà dei clienti vi costringeranno a rinunciare alle ferie. E il volume di fatturato, prima di potersi dire tranquilli, deve aumentare di settimana in settimana, di giorno in giorno, di ora in ora.

Per investire su sé stessi, pur appoggiati da una capogruppo, bisogna aver prima valorizzato sé stessi.